Quando le favole…

…devono lasciare posto alle verità si può soffrire. Non è automatico e non è detto che sia uguale per tutti, ma quando si crede intensamente a qualcosa e poi si scopre che quel “qualcosa” non è realtà si rimane male. Credo che tutti ricordiamo il giorno in cui abbiamo scoperto che al posto di Babbo Natale i doni sotto l’albero li avevano messi mamma e papà, oppure che la fatina dei denti o il topino in realtà non erano venuti perchè anche in questo caso i soldini li avevano lasciati i genitori o i nonni e via così…

n fondo non si tratta solo di favole però, credo che il tema sia più ampio e riguardi l’aspettativa che noi ci creiamo e quando veniamo disattesi è immancabile lo sconcerto e il malessere che ne derivano. Ma allora si può vivere senza aspettativa? Non è come vivere senza speranza? In fondo le due sono legate, più volte di quanto pensiamo…

Il tema non si esaurisce qui anche perchè un conto sono le aspettative sugli eventi e un conto quelle rivolte alle persone che ci circondano…si complica il tutto.

Un tentativo potrebbe essere quello di eliminare le aspettative? possibile? Forse, ma non piacevole. Provate ad immaginare cosa sarebbe la vostra vita se non vi aspettaste più nulla….per es. lavoro sodo e forse verrò premiata, studio moltissimo e arriverà una valutazione molto positiva, compio gli anni e finalmente mi regalano quel vestito che desideravo da impazzire, mi impegno con devozione nello sport e otterrò dei risultati appaganti….ecco eliminate tutto. Avete eliminato emozioni che vi motivavano e davano incentivo, a parer mio non è utile nè possibile. Forse la soluzione è limitare l’aspettatvia, tenerla in un certo modo sotto controllo, ma non è così facile perchè tende a sfuggire “di mano”.

Vi è capitato di osservare con attenzione gli occhi di un bambino che aspetta Babbo Natale? E di un bambino che scopre all’improvviso che la favola non esiste? Che Babbo Natale è una leggenda forse e che la magia così ambita e unica non tornerà mai più? Sicuramente la crescita comporta la consapevolezza e l’esigenza di avere una corretta rappresentazione della realtà, ma a ragione veduta sono dell’idea che un pò di magia vada mantenuta, un filo di aspettativa sia essenziale, la speranza non deve mai perdersi.

Volete sapere cosa rispondevo a mio figlio quando mi chiedeva se credevo a Babbo Natale? Con onestà gli ho sempre detto che credo nella magia del Natale, nel fatto che si è tutti più buoni e che qualcosa nell’aria c’è….credo nella felicità del regalo donato col cuore e nella fantastica vitalità che la sorpresa porta in chi riceve un dono tanto desiderato e può trascorrere le feste con le persone care. L’allegria dei biscotti fatti regolarmente in casa, gli addobbi natalizi e le tradizioni che si mantengono o creano ex novo.

Ognuno può avere la sua visione di ciò che è giusto o meno, ma fondamentalmente ritengo che le favole possono avverarsi e che un pò di magia nell’aria c’è, io la mia la trovo guardando mio figlio crescere e nei ricordi stupendi che ho con lui e che nessuno mi può portare via. Vi lascio alle vostre riflessioni riportandovi le parole di Antoine de Saint-Exupéry….

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