Lo specchio magico

Marco era seduto in camera sua, con i gomiti appoggiati alla scrivania e lo sguardo perso nel libro di storia. Ben dodici pagine da studiare per l’indomani, era veramente troppo! Come poteva la mamma ripetere sempre che storia era una materia meravigliosa, la sua preferita da bambina? Era veramente impossibile che a qualcuno potesse piacere, un sacco di informazioni da sapere circa un passato che non era di certo invitante ed elettrizzante come i giochi della wii e del nintendo!

old-book-cartoon_small.jpgEppure le pagine del libro erano lì, i trafiletti sulla storia degli egizi e le figure non andavano da nessuna parte, sembrava quasi che lo stessero fissando. “Marco, ti ho portato la spremuta d’arancia e un panino con la cioccolota, so che è la tua merenda preferita, magari può addolcire lo studio”. Disse la mamma entrando nella stanza. “grazie mamma, ma temo che niente potrebbe addolcire questa roba qua!” rispose sconsolato Marco. La mamma guardò il suo ometto, sorrise e gli fece una carezza. “sono sicura che con un pò di impegno riuscirai a studiare in un battibaleno, non dovresti farti condizionare dal libro di testo, hai il pc e potresti fare una ricerca sugli egizi e scoprire che popolo interessante è stato e così rivoluzionario per quei tempi. Marco il passato rappresenta la nostra radice, in un certo senso noi siamo ciò che siamo grazie a chi c’è stato prima di noi. Pensa se non fosse stato scoperto il fuoco, la ruota, l’elettricità. Fai un tentativo di vedere la storia non come una materia di scuola, ma come un racconto di ciò che è avvenuto tanto tempo fa in un paese non troppo lontano dal nostro.” La voce della mamma era rassicurante, Marco decise che doveva provarci, in fondo non aveva alternative dato che l’indomani la maestra avrebbe interrogato.

gennaio.jpgGustata la merenda Marco cominciò a leggere il testo “…la civiltà degli egizi si era sviluppata nella valle del Nilo…” lo sguardo si posò sulla didascalia posta poco al di sotto di un’immagine riportata sul testo che raffigurava un dipinto su papiro, una scena comune dove il faraone e la sua sposa si tenevano per mano e offrivano fiori al Dio Ra. Mentre era concentrato sul disegno sentì alle sue spalle una specie di richiamo, si girò e vide che un ragazzino vestito da egiziano lo stava fissando dallo specchio appeso in camera sua. Il piccoletto lo salutava e gli faceva segno di seguirlo. Marco non poteva credere ai suoi occhi, si diede persino un pizzicotto, non poteva essere vero. Il ragazzino gli disse che si chiamava Matsimela, aveva 9 anni e cercava un amico. Marco si avvicinò allo specchio sgranando sempre più gli occhi, quasi certo di avere un’allucinazione.  Quando fu abbastanza vicino fu risucchiato dentro e viaggiando come in un vortice leggero si ritrovò a carponi nella sabbia del deserto, alzò lo sguardo e vide Matsimela che lo osservava ridendo. “Dai mio nuovo amico vieni con me, ti farò conoscere la mia terra”. Marco lo seguì e si ritrovò nel villaggio di pescatori dove le barche erano fatte da fasci di papiro legati con cavi e corde anch’essi fatti di papiro. images (3).jpg

Matsimela spiegò a Marco che il papiro era fondamentale in Egitto, non era solo la carta sui cui scrivevano e disegnavano, aveva molti altri scopi. Qualche giorno prima, epr esempio, lui era caduto e la sua mamma gli aveva spalmato unungento sul ginocchio e dopo gli aveva steso un telo di papiro per far assorbire la botta e poi un telo di lino. Lui era stato contento perchè era bello quando la mamma gli dedicava del tempo e si prendeva cura di lui. Marco era estasiato, non solo si trovava in un posto a lui sconosciuto e stava vivendo una magica avventura, ma aveva anche trovato un amico che gli stava insegnando ad apprezzare nuovamente i semplici gesti a cui lui non dava più tanta importanza. Matsimela spiegò a Marco che il suo papà trasportava il papiro per conto di alcuni mercanti ed era felice di quel lavoro perchè poteva mantenere la famiglia, la mamma si occupava della macinatura dei cereali e della tessitura del lino. Matsimela gli spiegò inoltre che loro adoravano il Dio Rha impersonificato sulla terra del Faraone che viveva in un meraviglioso palazzo pieno di servitori e ancelle, come sua cugina Anippe.  A lui piaceva molto giocare vicino al Nilo dove l’acqua lambisce il deserto, ma doveva sempre fare molta attenzione agli alligatori. disegno-di-tick-tock-coccodrillo-capitano-uncino-colorato.jpg

Gli mostrò poi la sua casa, una costruzione semplice ma dignitosa dove i tetti e i pavimenti erano fatti di tronchi di palma ricoperti di terra, il papà aveva dovuto fare dei lavori qualche mese prima perchè un’abbondante pioggia aveva rovinato parte della casa, Matsimela era molto orgoglioso perchè anche lui aveva dato il suo contributo e aveva ricevuto dal padre, come ricompensa, una piccola gerla dove aveva raccolto dei sassi, delle pietre e delle boccette di essenza, i suoi piccoli tesori. Marco ascoltava rapito Matsimela, gli sembrava che la vita del suo nuovo amico fosse un’avventura continua, pur essendo consapevole delle fatiche e delle condizioni poco agiate in cui versava.  Matsimela spiegò a Marco che da piccolo raccoglieva foglie secche e sterco di animali, poi era cresciuto e aveva ricevuto l’ambito incarico di portare al pascolo le bestie, a seguire la mamma gli aveva comunicato che sarebbe andato a scuola e lui era stato felicissimo. Adesso era uno dei più bravi e forse, se lo augurava con tutto l’entusiasmo di cui era capace, avrebbe potuto andare a scuola da uno scriba per leggere e scrivere documenti, era un lavoro ambito e lui si sarebbe impegnato tantissimo per riuscirci. 9931704-egiziano-su-sfondo-bianco-vector-illustration.jpg

Marco era molto colpito, ammirava Matsimela e allo stesso tempo si rendeva conto che per lui la vita non solo era molto più facile, ma mancava anche dell’impegno necessario per conseguire piccoli traguardi che facevano parte della sua crescita. Matsimela raccontò a Marco la vita nell’antico Egitto, gli fece vedere da lontano la reggia del faraone e lo portò a passeggio per il villaggio per mostrargli come il popolo non si arrendeva mai, era sempre pronto a rimboccarsi le maniche e a riscostruire ciò che le inondazioni del Nilo distruggevano. Gli raccontò di come la donna fosse libera, di come ognuno aveva un ruolo preciso nella vita sociale, gli parlò delle Piramidi e dei sarcofagi e della vita dopo la morte. “Adesso devo tornare a casa, possiamo vederci domani se vuoi?” Marco non avrebbe voluto lasciarlo andare. “Come farò a ritrovarti e come faccio ad andare a casa?”. “E’ semplice, guarda ci sei già. Io tornerò se potrò, sarò felice di trascorrere ancora del tempo con te.” Marco strizzò gli occhi per bene e si rese conto che in effetti era nella sua stanza, stava parlando al riflesso di Matsimela nello specchio, gli venne un’altra domanda, ma era troppo tardi, Matsimela era svanito.

specchio-deco-sizzix.jpgMarco era allibito, incredulo, si avvicinò allo specchio che sembrava il solito vecchio specchio a cui era abituato. Si girò verso la scrivania, il testo scolastico era sempre là, il piattino con le briciole del panino mangiato e il bicchiere vuoto di spremuta non si erano mossi. Impossibile spiegare. Marco corse al pc e digitò Matsimela, scoprì che il significato era Radici. La mamma gli aveva spiegato che la storia è interessante perchè ci permette di scoprire le nostre radici, allora prese il libro e lesse d’un fiato tutte le dodici pagine. Sapeva già tutto, era come averle già studiate. Tornò al pc e digitò antico Egitto, lesse tutto quello che apparvia sullo schermo e quando ebbe finito restò fermo alla scrivania, rapito da quanto aveva scoperto e colpito nel rendersi conto che sua mamma aveva ragione. La storia non era noiosa, non era vecchia, la storia era più attuale che mai perchè si ripeteva e si trasformava e spiegava avvenimenti che altrimenti sarebbero stati sconosciuti per sempre. Matsimela gli aveva detto che voleva diventare Scriba, lui stesso avrebbe così raccontato la storia e per marco fu una sorta di rivelazione. Mentre era perso nelle sue riflessioni entrò la mamma che lo invitò ad andare a cena e a riposarsi dato che l’indomani a scuola lo aspettva un impegno importante.

Marco dormì sereno tutta la notte, l’indomani fece il compito in classe e prese il voto massimo con tanto di lode. Era strafelice, da quel giorno studiare storia divenne un semplice divertimento. Altri amici come Matsimela lo condussero nei meandri dell’antico, Amilcare lo portò in Fenicia, Xanthos lo condusse a Sparta, Valerio a Roma e così via, era frutto della sua fantasia? Era vero? Nessuno lo saprà mai, quello che è certo è che quei bambini sono esistiti e hanno aiutato Marco a diventare grande e a prepararsi per un brillante futuro costruito su un solido passato.

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