Le cornacchie malandrine

La giornata di sole era splendida, classica giornata di primavera con cielo di un blu intenso e una luce calda avvolgente e abbagliante, così accecante che faceva brillare ancora di più il manto nero delle tre cornacchie appostate sul tetto della casa della Sig.a Nara. corvo.jpg

Le tre, impettite e regali se ne stavano erette ai limite del cornicione del tetto, dominavano il tutto e chiunque si muovesse nello spazio sottostante. Per accapparrarsi l’ambita posizione avevano invitato, pochi giorni prima, i piccioni del quartiere a trovare una nuova dimora, a dirla tutta non si era proprio trattato di un invito, i poveri piccioni erano stati cacciati con quattro gracchiate e diversi sbattiti di ala e, saggiamente, non avevano reagito in alcun modo, di fatto le tre cornacchie che all’anagrafe pennuti risultavano come Comare Nerina, Comare Tramonto e Comare So tutto io, non erano affatto note per le loro doti di amabilità e gentilezza volatile.

merlo.gifComare Nerina era la più brillante delle tre, aveva spesso idee che il più delle volte si tramutavano in vere e proprie trovate per rimediare cibo e divertimento nel corso della giornata, piume nere brillanti e una voce gracchiosa al limite del possibile. Comare Tramonto era la romanticona del gruppo, in attesa perenne del suo principe azzurro, ovverossia un non meglio specificato falco che avrebbe dovuto giungere e portarla via con sè il tutto ovviamente solo ed unicamente nella sua fantasia dato che nessun falco con un minimo di cervello avrebbe mai fatto una cosa del genere. Comare So tutto io era la più anziana, a suo dire saggia, ma avrei qualcosa da ridire in proposito, tradizionale, petulante con tendenze logorroiche, chiaccherona e curiosa al limite del possibile, si era autodefinita capa del gruppo e nessuno veramente aveva avuto il coraggio di negarle tale ruolo.

Quel giorno le tre si erano posizionate al limite del cornicione per prendere il sole, Comare Nerina era sicura che il sole avrebbe lucidato le loro piume rendendole semplicemente meravigliose e Comare Tramonto sperava di rendersi ancora più bella per il suo Falco, quello inesistete per intenderci, Comare So tutto io era favorevole perchè sperava che il sole le scaldasse le ossicina malandate e stanche e artritiche. Le tre erano affamate, non mangiavano dal giorno prima e comunque quello che avevano trovato era poca roba quindi era come se la fame fosse solo stata maggiormente stuzzicata, facevano finta di darsi un tono ma i brontolii che risuonavano nell’aria erano la chiara testimonianza che il problema si era fatto serio. Per ingannare l’attesa, mentre perlustravano intorno per capire se potevano trovare qualcosa da mettere sotto i denti, avevano pensato di cantare…non potete immaginare che tremendi vocalizi uscivano da quelle ugole, alcuni degli uccellini che svolazzavano lì intorno erano svenuti, altri pur di scappare più velocemente possibile si erano schiantati contro i pali della luce rimediando bozzi e traumi considerevoli, altri si erano rintanati nei nidi e cercavano di coprirsi le orecchie con le ali proteggendo i piccoli. Le tre imperterrite erano colpite da tutta quella agitazione, convinte che il loro canto aulico avesse risvegliato energia e deliziato il vicinato come mai nessun altro era riuscito prima. In effetti ci sarebbe da imparare da tanta genuina inconsapevolezza, se non fosse che le leggi della natura fortunatamente proteggono gli esseri viventi da un siffatto delirio.

La fame però è cattiva, così, nonostante amassero cantare, le tre non potevano negare a loro stesse che stavano morendo di fame. Cosa potevano fare? Comare So tutto io pensò che avrebbe dovuto dire qualcosa, in fondo era il capo del piccolo branco e pescando frasi fatte di saggezza si sentì di incoraggiare le altre due rassicurandole sul fatto che la divina provvidenza è sempre pronta a dare una mano alle creature meravigliose come loro e sapete una cosa? Aveva proprio ragione.

9828062-casa-di-cartone-animato-con-tetto-rosso-e-balcone--Archivio-Fotografico.jpgDi fronte alla casa della Sig.a Nara si ergeva una bella villetta bifamigliare disposta su due piani. Il balcone della Sig.a Esterina era posizionato giusto giusto pochi metri sotto il tetto della casa scelta dalle tre cornachie come dimora temporanea e solitamente ospitava un bel vaso di gerani, ma oggi no. Al posto del solito vaso in terracotta si trovava infatti un anomalo piatto con un non meglio specificato involucro di carta stagnola, rigongfietto e all’apparenza morbido e fu proprio la luce del sole che si rifletteva sulla carta argentata che richiamò l’attenzione di Comare So tutto io.

steak-with-vegetables_59170069.jpgLa carne era buonissima, mai avevano gustato un così delicato pranzetto e senza far fatica poi! Le tre cornacchie divennero delle vere fan della Signora Esterina e per ringraziarla, a modo loro, del regalo inaspettato ricominciarono a cantare, si legga pure gracchiare, per tutto il pomeriggio. Potete bene immaginare la disperazione degli altri volatili e animali della zona, ma dato che il canto era continuo ed incessante attirò l’attenzione anche della Signora Esterina che accortasi della dipartita della carne e ricostruendo con dovizia di particolari l’accaduto, rimase di fatto a bocca aperta. La donna basita comunicò il tutto al resto della famiglia che si scompisciò dalle risate, ma nessuno poteva immaginare cosa sarebbe accaduto di lì a poco.

Finalmente verso sera le tre Comari si ritirarono negli alloggi notturni e smisero di rompere i timpani al quartiere permettendo, ai pochi non svenuti nel frattempo, di addormentarsi disperati. Il punto è cari ragazzi che la mattina seguente le tre piumate si riposizionarono sul cornicione del tetto della Signora Nara puntando direttamente alla finestra della dirimpettaia con i cuori colmi di speranza e appetitoso languore. La signora Esterina, dal canto suo, non aveva alcuna intenzione di sfamare le nere bestiole e quando aprì la finestra della cucina e se le trovò di fronte ebbe un sussulto, le fissò e le redarguiì. Le tre erano convinte che lei le stesse ringraziando per i loro canti, da qui ricominciò una lagna infinita. La poverina richiuse la finestra sperando che vista la mal parata le tre avrebbero deciso di abbandonare la postazione, ma non fu così. Per tutta la giornata mantenerono le posizioni come le soldatesse più agguerrite, non fecere nemmeno i turni e quel che è peggio, almeno per le bestiole del circondario, è che continuarono a cantare convinte di perorare la loro causa e inneggiare alla loro eroina che ogni tanto controllava la presenza delle cornacchie e cercava di capire come avrebbe potuto liberarsene per sempre.

Dal momento che sul balcone non apparve più nulla le tre ebbero una pensata geniale, sempre a lor dire, se un semplice coro a tre aveva portato la Signora Esterina a deliziarle con un pacchetto di bistecche, cosa avrebbe potuto un canto corale di un intero squadrone di cornacchie? Decise a raccogliere ugole, le tre partirono per andare a chiamare le amiche sparse per il quartiere sui vari tetti e pali della luce. La Signora Esterina, ignara del piano diabolico in atto, si affacciò l’indomani e vide che le tre erano sparite con sua somma gioia e incauta felicità.

Quello che avvenne a seguire fa parte di un’altra storia che si intitola “La regina Comare So tutto io e il festival della canzone”, cercatelo ragazzi è davvero divertente!.

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