Villa Necchi Campiglio, il FAI

download (21).jpgDue anni fa mi è capitato di visitare Villa Necchi Campiglio che si trova in Via Mozart a Milano, proprio in centro, raggiungibilissima dalla fermata della metro della linea rossa Palestro. Vi riporto qui di seguito la descrizione che si trova sul sito del FAI:

“Un gioiello architettonico nell’angolo più silenzioso di Milano

Una raffinata casa degli Anni Trenta firmata dal celebre architetto Piero Portaluppi, un delizioso giardino sempre aperto dove sostare all’ombra delle grandi magnolie, un viaggio tra arredi preziosi che restituiscono fedelmente l’atmosfera di vivace mondanità dell’alta borghesia milanese. In un’armoniosa fusione di arte e tranquillità, la Villa custodisce inoltre le collezioni Alighero ed Emilietta de Micheli e Claudia Gian Ferrari.”

Vi garantisco che è bellissima dentro e fuori, all’interno l’arredo è sorprendente per la modernità e l’avanguardia, merito del Portaluppi. A seguire la famiglia Necchi incaricò anche un altro architetto Tomaso Buzzi che deviò verso uno stile più morbido e settecentesco. Se avete occasione di visitarla fate particolare attenzione da subito al portone d’ingresso, è sorprendentemente studiato per essere improntato alla sicurezza è infatti dotato di una grata automatica di protezione dell’entrata. villa necchi 10.jpg

Vi riporto di seguito il link di Wikipedia se vorrete approfondire:

https://it.wikipedia.org/wiki/Villa_Necchi_Campiglio

e anche quello del FAI:

http://www.visitfai.it/villanecchi/dimora

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La cura dei nostri piedini

Pediluvio-per-piediPrendersi cura dei nostri piedini non dovrebbe essere un impegno unicamente estivo, a prescindere dalla moda sandalo o ciabattine infradito, il pedicure andrebbe regolarmente eseguito per mantenere le nostre fettine sempre in perfetta forma.

Sfatiamo alcuni concetti: non è necessario andare per forza dall’estetista una volta alla settimana per fare il pedicure, è sufficiente attrezzarsi con pochi e banali strumenti per poter da soli curare in maniera naturale i propri piedi. Ecco alcuni attrezzi molto utili:

accmanicure.jpgcon questi si possono tagliare le unghie, sistemare le pellicine e profilare le cuticole. Attenzione: prima di procedere alla pedicure lavate sempre bene i piedini magari aggiungendo un’ emoliente nell’acqua per ammorbidere le pellicine e rendere più semplice la cura successiva.

Per limare la parte sottostante non solo del tallone, ma anche della parte anteriore del piede o dove si profilano duroni potete usare questo attrezzino che è reperibile ovunque e costa davvero una cifra irrisoria images (4)e da un risultato garantito.

Potete usare come balsamo per i piedi un prodotto della linea Cien, lo trovate da Lidl, anche questo costa pochissdownload (5).jpgimo  1,99 € per 100 ml. ed è fantastico,  lascia i piedi morbidi tonici e rinfrescati grazie all’Urea contenuta (l’urea si solubilizza facilmente nella componente idrica del film idrolipidico cutaneo e rende la pelle elastica, morbida e lucida).

A qsmalto-rosso.jpguesto punto potete utilizzare la linea basica degli smalti a protezione o come rinforzanti anche trasparenti per completare l’opera, infine un bello smalto colorato (ricordate i colori di tendenza, vi rimando all’articolo su Smalti smalti delle mie brame!).

Ultima raccomandazione: prendetevi cura dei vostri piedini sempre, se avete la possibilità di andare ogni tanto dall’estetista, sceglietene una brava che usi strumenti sterilizzati e fatevi coccolare, fa bene al corpo e anche alla mente, credetemi!

La festa dei fiori

Nella terra del vento corto proprio a ridosso di una dolce collina sorge un paesino delizioso, composto da tante casette di varie dimensioni, tanti negozietti piccoli ma ben assortiti, una chiesetta di roccia con un piccolo oratorio annesso, un parco attrezzato per i bambini e una scuola accogliente con un campo sportivo multiattività. Gli abitanti sono cresciuti lì e si conoscono tutti, si trovano volentieri in parrocchia la domenica, si aiutano in qualsiasi occasione, organizzano feste e sagre di paese al sabato sera, una volta l’anno si impegnano nel progetto delle Olimpiadi del mese e sono tutti coinvolti nel predisporre gare, giochi, eventi con la partecipazione anche dei più piccini. Ma c’è qualcosa che manca nel piccolo borgo. Dovete sapere che da tempo la giovane Agnes si è accorta che quando si organizzano tutti questi eventi e quando, purtroppo viene a mancare qualcuno, si fa sempre un pò di fatica a trovare delle belle composizioni di fiori. Sicuramente i fiori non mancano nella valle e nei prati, ma non c’è nessun negozio dove si possano comprare composizioni adatte alle diverse occasioni.  ornate-cartoon-flower-composition-isolated-on-a-white-background_10947400

Agnes ha diciotto anni, è una bella ragazza con morbidi capelli color del miele, due occhioni vivaci e un sorriso che conquisterebbe anche una pietra. Da sempre è appassionata di erbe e fiori con cui ama creare composizioni utilizzando anche candele, bacche,  rametti di abete, cannella, spezie e gessetti profumati. In paese sanno tutti che Agnes è davvero brava e tutte le volte che qualcuno ne ha necessità si riv olge a lei con preghiera di preparare un bouquet per l’occasione specifica, come i gemelli Max e Tommy che per il compleanno della loro mamma hanno richiesto un mazzo di margherite e Agnes ne ha confezionato uno davvero speciale. Le margherite gialle e bianche si alternavano a foglie di edera e un bel nastro di rafia color crema andava a sigillare l’impugnatura. Un’altra volta il Sig. Malgiotti le aveva chiesto aiuto per prepare un mazzo di fiori per la sua cara mamma che compiva 85 anni ed era una donna ammirata e rispettata in utto il paese, così Agnes aveva pensato ad un fascio di rose rosse scuro corollato da viburno che nel linguaggio dei fiori significavano gratitudine e stima. mazzo-fiori.jpg

La signora Moretti le aveva chiesto una composizione per la figlia che si laureava e aveva deciso di partire per un’esperienza di formazione all’estero, Agnes le aveva preparato una fascio di calle che simboleggiano l’inizio di un nuovo capitolo nella propria vita e le aveva raccolte in un velo di tulle con un nastro verde bosco, il colore preferito della figlia della signora Moretti. In occasione delle feste natalizie Agnes si era superata, preparato delle splendide composizioni, le sue decorazioni di biancospino con rametti di abete e pigne uniti alle bacche ed all’agrifoglio con la cannella erano risultate eleganti decorazioni destinate ad abbellire le tavole e le vetrine dei negozietti sparsi per il paese contribuendo a creare un’atmosfera calda e suggestiva. Agnes era felice e viveva questa sua passione con grande entusiasmo, un bel giorno aveva anche pensato che avrebbe potuto trasformare questa sua dote naturale in un vero e proprio lavoro, così aveva chiesto allo zio del sindaco di poter affittare un piccolo negozio da ristrutturare che in passato aveva ospitato una cartolibrearia ed aveva cominciato la sua avventura. In paese, come sempre, si erano resi tutti disponibili a dare una mano  così in men che non si dica nel negozietto si erano svolte tutte le attività di recupero e ripristino, si era mantenuta una zona lettura relax con una piccola libreria ben fornita e dove Agnes aveva istallato due pc con degli e-reader disponibili dove poter scaricare in formato elettronico qualsiasi tipo di libro per colmare il vuoto letterario della libreria che ovviamente non poteva essere esaustiva.35bdf344dbf8ef20d0a84f567ec67517

Qualche sgabello per i più piccini, un tavolino attrezzato con pastelli, pennarelli, colla ecc, due comode poltroncine e un tavolino dove appoggiare delle tisane cortesemente offerte a chi desiderava trascorrere qualche momento di relax in lettura nel negozio magari in compagnia dei propri bambini. Dal lato opposto tanti vasi ricolmi di fiori e piante, una scaffalatura di candele di ogni forgia e un piccolo scaffale dove prendevano ordinatamente posto tante decorazioni, nastri, stoffe di tulle e rafia per il confezionamento dei bouquet, pietre preziose, ninnoli vari, anche pupazzetti e cuori di paglia intrecciata, vasetti con gessetti profumati da appendere ai mazzi di fiori o semplicemente da acquistare abbinati ad un fiore soltanto. Dietro il bancone da lavoro recuperato da una vecchia tavola di quercia Agnes aveva appeso una litografia che riportava per ogni singolo fiore e pianta il suo significato affinchè i suoi clienti potessero consultarla in piena autonomia. Ci fu l’inaugurazione della piccola bottega “ I fiori di Agnes”, vi prese parte gran parte del paese e fu organizzata una bella festa, finalmente nel paesino della terra del vento corto c’era qualcuno che ufficilamente si occupava dei momenti lieti e di quelli meno felici con sincera partecipazione, tatto, capacità e un magnifico dolcissimo sorriso.

Lo specchio magico

Marco era seduto in camera sua, con i gomiti appoggiati alla scrivania e lo sguardo perso nel libro di storia. Ben dodici pagine da studiare per l’indomani, era veramente troppo! Come poteva la mamma ripetere sempre che storia era una materia meravigliosa, la sua preferita da bambina? Era veramente impossibile che a qualcuno potesse piacere, un sacco di informazioni da sapere circa un passato che non era di certo invitante ed elettrizzante come i giochi della wii e del nintendo!

old-book-cartoon_small.jpgEppure le pagine del libro erano lì, i trafiletti sulla storia degli egizi e le figure non andavano da nessuna parte, sembrava quasi che lo stessero fissando. “Marco, ti ho portato la spremuta d’arancia e un panino con la cioccolota, so che è la tua merenda preferita, magari può addolcire lo studio”. Disse la mamma entrando nella stanza. “grazie mamma, ma temo che niente potrebbe addolcire questa roba qua!” rispose sconsolato Marco. La mamma guardò il suo ometto, sorrise e gli fece una carezza. “sono sicura che con un pò di impegno riuscirai a studiare in un battibaleno, non dovresti farti condizionare dal libro di testo, hai il pc e potresti fare una ricerca sugli egizi e scoprire che popolo interessante è stato e così rivoluzionario per quei tempi. Marco il passato rappresenta la nostra radice, in un certo senso noi siamo ciò che siamo grazie a chi c’è stato prima di noi. Pensa se non fosse stato scoperto il fuoco, la ruota, l’elettricità. Fai un tentativo di vedere la storia non come una materia di scuola, ma come un racconto di ciò che è avvenuto tanto tempo fa in un paese non troppo lontano dal nostro.” La voce della mamma era rassicurante, Marco decise che doveva provarci, in fondo non aveva alternative dato che l’indomani la maestra avrebbe interrogato.

gennaio.jpgGustata la merenda Marco cominciò a leggere il testo “…la civiltà degli egizi si era sviluppata nella valle del Nilo…” lo sguardo si posò sulla didascalia posta poco al di sotto di un’immagine riportata sul testo che raffigurava un dipinto su papiro, una scena comune dove il faraone e la sua sposa si tenevano per mano e offrivano fiori al Dio Ra. Mentre era concentrato sul disegno sentì alle sue spalle una specie di richiamo, si girò e vide che un ragazzino vestito da egiziano lo stava fissando dallo specchio appeso in camera sua. Il piccoletto lo salutava e gli faceva segno di seguirlo. Marco non poteva credere ai suoi occhi, si diede persino un pizzicotto, non poteva essere vero. Il ragazzino gli disse che si chiamava Matsimela, aveva 9 anni e cercava un amico. Marco si avvicinò allo specchio sgranando sempre più gli occhi, quasi certo di avere un’allucinazione.  Quando fu abbastanza vicino fu risucchiato dentro e viaggiando come in un vortice leggero si ritrovò a carponi nella sabbia del deserto, alzò lo sguardo e vide Matsimela che lo osservava ridendo. “Dai mio nuovo amico vieni con me, ti farò conoscere la mia terra”. Marco lo seguì e si ritrovò nel villaggio di pescatori dove le barche erano fatte da fasci di papiro legati con cavi e corde anch’essi fatti di papiro. images (3).jpg

Matsimela spiegò a Marco che il papiro era fondamentale in Egitto, non era solo la carta sui cui scrivevano e disegnavano, aveva molti altri scopi. Qualche giorno prima, epr esempio, lui era caduto e la sua mamma gli aveva spalmato unungento sul ginocchio e dopo gli aveva steso un telo di papiro per far assorbire la botta e poi un telo di lino. Lui era stato contento perchè era bello quando la mamma gli dedicava del tempo e si prendeva cura di lui. Marco era estasiato, non solo si trovava in un posto a lui sconosciuto e stava vivendo una magica avventura, ma aveva anche trovato un amico che gli stava insegnando ad apprezzare nuovamente i semplici gesti a cui lui non dava più tanta importanza. Matsimela spiegò a Marco che il suo papà trasportava il papiro per conto di alcuni mercanti ed era felice di quel lavoro perchè poteva mantenere la famiglia, la mamma si occupava della macinatura dei cereali e della tessitura del lino. Matsimela gli spiegò inoltre che loro adoravano il Dio Rha impersonificato sulla terra del Faraone che viveva in un meraviglioso palazzo pieno di servitori e ancelle, come sua cugina Anippe.  A lui piaceva molto giocare vicino al Nilo dove l’acqua lambisce il deserto, ma doveva sempre fare molta attenzione agli alligatori. disegno-di-tick-tock-coccodrillo-capitano-uncino-colorato.jpg

Gli mostrò poi la sua casa, una costruzione semplice ma dignitosa dove i tetti e i pavimenti erano fatti di tronchi di palma ricoperti di terra, il papà aveva dovuto fare dei lavori qualche mese prima perchè un’abbondante pioggia aveva rovinato parte della casa, Matsimela era molto orgoglioso perchè anche lui aveva dato il suo contributo e aveva ricevuto dal padre, come ricompensa, una piccola gerla dove aveva raccolto dei sassi, delle pietre e delle boccette di essenza, i suoi piccoli tesori. Marco ascoltava rapito Matsimela, gli sembrava che la vita del suo nuovo amico fosse un’avventura continua, pur essendo consapevole delle fatiche e delle condizioni poco agiate in cui versava.  Matsimela spiegò a Marco che da piccolo raccoglieva foglie secche e sterco di animali, poi era cresciuto e aveva ricevuto l’ambito incarico di portare al pascolo le bestie, a seguire la mamma gli aveva comunicato che sarebbe andato a scuola e lui era stato felicissimo. Adesso era uno dei più bravi e forse, se lo augurava con tutto l’entusiasmo di cui era capace, avrebbe potuto andare a scuola da uno scriba per leggere e scrivere documenti, era un lavoro ambito e lui si sarebbe impegnato tantissimo per riuscirci. 9931704-egiziano-su-sfondo-bianco-vector-illustration.jpg

Marco era molto colpito, ammirava Matsimela e allo stesso tempo si rendeva conto che per lui la vita non solo era molto più facile, ma mancava anche dell’impegno necessario per conseguire piccoli traguardi che facevano parte della sua crescita. Matsimela raccontò a Marco la vita nell’antico Egitto, gli fece vedere da lontano la reggia del faraone e lo portò a passeggio per il villaggio per mostrargli come il popolo non si arrendeva mai, era sempre pronto a rimboccarsi le maniche e a riscostruire ciò che le inondazioni del Nilo distruggevano. Gli raccontò di come la donna fosse libera, di come ognuno aveva un ruolo preciso nella vita sociale, gli parlò delle Piramidi e dei sarcofagi e della vita dopo la morte. “Adesso devo tornare a casa, possiamo vederci domani se vuoi?” Marco non avrebbe voluto lasciarlo andare. “Come farò a ritrovarti e come faccio ad andare a casa?”. “E’ semplice, guarda ci sei già. Io tornerò se potrò, sarò felice di trascorrere ancora del tempo con te.” Marco strizzò gli occhi per bene e si rese conto che in effetti era nella sua stanza, stava parlando al riflesso di Matsimela nello specchio, gli venne un’altra domanda, ma era troppo tardi, Matsimela era svanito.

specchio-deco-sizzix.jpgMarco era allibito, incredulo, si avvicinò allo specchio che sembrava il solito vecchio specchio a cui era abituato. Si girò verso la scrivania, il testo scolastico era sempre là, il piattino con le briciole del panino mangiato e il bicchiere vuoto di spremuta non si erano mossi. Impossibile spiegare. Marco corse al pc e digitò Matsimela, scoprì che il significato era Radici. La mamma gli aveva spiegato che la storia è interessante perchè ci permette di scoprire le nostre radici, allora prese il libro e lesse d’un fiato tutte le dodici pagine. Sapeva già tutto, era come averle già studiate. Tornò al pc e digitò antico Egitto, lesse tutto quello che apparvia sullo schermo e quando ebbe finito restò fermo alla scrivania, rapito da quanto aveva scoperto e colpito nel rendersi conto che sua mamma aveva ragione. La storia non era noiosa, non era vecchia, la storia era più attuale che mai perchè si ripeteva e si trasformava e spiegava avvenimenti che altrimenti sarebbero stati sconosciuti per sempre. Matsimela gli aveva detto che voleva diventare Scriba, lui stesso avrebbe così raccontato la storia e per marco fu una sorta di rivelazione. Mentre era perso nelle sue riflessioni entrò la mamma che lo invitò ad andare a cena e a riposarsi dato che l’indomani a scuola lo aspettva un impegno importante.

Marco dormì sereno tutta la notte, l’indomani fece il compito in classe e prese il voto massimo con tanto di lode. Era strafelice, da quel giorno studiare storia divenne un semplice divertimento. Altri amici come Matsimela lo condussero nei meandri dell’antico, Amilcare lo portò in Fenicia, Xanthos lo condusse a Sparta, Valerio a Roma e così via, era frutto della sua fantasia? Era vero? Nessuno lo saprà mai, quello che è certo è che quei bambini sono esistiti e hanno aiutato Marco a diventare grande e a prepararsi per un brillante futuro costruito su un solido passato.

Le cornacchie malandrine

La giornata di sole era splendida, classica giornata di primavera con cielo di un blu intenso e una luce calda avvolgente e abbagliante, così accecante che faceva brillare ancora di più il manto nero delle tre cornacchie appostate sul tetto della casa della Sig.a Nara. corvo.jpg

Le tre, impettite e regali se ne stavano erette ai limite del cornicione del tetto, dominavano il tutto e chiunque si muovesse nello spazio sottostante. Per accapparrarsi l’ambita posizione avevano invitato, pochi giorni prima, i piccioni del quartiere a trovare una nuova dimora, a dirla tutta non si era proprio trattato di un invito, i poveri piccioni erano stati cacciati con quattro gracchiate e diversi sbattiti di ala e, saggiamente, non avevano reagito in alcun modo, di fatto le tre cornacchie che all’anagrafe pennuti risultavano come Comare Nerina, Comare Tramonto e Comare So tutto io, non erano affatto note per le loro doti di amabilità e gentilezza volatile.

merlo.gifComare Nerina era la più brillante delle tre, aveva spesso idee che il più delle volte si tramutavano in vere e proprie trovate per rimediare cibo e divertimento nel corso della giornata, piume nere brillanti e una voce gracchiosa al limite del possibile. Comare Tramonto era la romanticona del gruppo, in attesa perenne del suo principe azzurro, ovverossia un non meglio specificato falco che avrebbe dovuto giungere e portarla via con sè il tutto ovviamente solo ed unicamente nella sua fantasia dato che nessun falco con un minimo di cervello avrebbe mai fatto una cosa del genere. Comare So tutto io era la più anziana, a suo dire saggia, ma avrei qualcosa da ridire in proposito, tradizionale, petulante con tendenze logorroiche, chiaccherona e curiosa al limite del possibile, si era autodefinita capa del gruppo e nessuno veramente aveva avuto il coraggio di negarle tale ruolo.

Quel giorno le tre si erano posizionate al limite del cornicione per prendere il sole, Comare Nerina era sicura che il sole avrebbe lucidato le loro piume rendendole semplicemente meravigliose e Comare Tramonto sperava di rendersi ancora più bella per il suo Falco, quello inesistete per intenderci, Comare So tutto io era favorevole perchè sperava che il sole le scaldasse le ossicina malandate e stanche e artritiche. Le tre erano affamate, non mangiavano dal giorno prima e comunque quello che avevano trovato era poca roba quindi era come se la fame fosse solo stata maggiormente stuzzicata, facevano finta di darsi un tono ma i brontolii che risuonavano nell’aria erano la chiara testimonianza che il problema si era fatto serio. Per ingannare l’attesa, mentre perlustravano intorno per capire se potevano trovare qualcosa da mettere sotto i denti, avevano pensato di cantare…non potete immaginare che tremendi vocalizi uscivano da quelle ugole, alcuni degli uccellini che svolazzavano lì intorno erano svenuti, altri pur di scappare più velocemente possibile si erano schiantati contro i pali della luce rimediando bozzi e traumi considerevoli, altri si erano rintanati nei nidi e cercavano di coprirsi le orecchie con le ali proteggendo i piccoli. Le tre imperterrite erano colpite da tutta quella agitazione, convinte che il loro canto aulico avesse risvegliato energia e deliziato il vicinato come mai nessun altro era riuscito prima. In effetti ci sarebbe da imparare da tanta genuina inconsapevolezza, se non fosse che le leggi della natura fortunatamente proteggono gli esseri viventi da un siffatto delirio.

La fame però è cattiva, così, nonostante amassero cantare, le tre non potevano negare a loro stesse che stavano morendo di fame. Cosa potevano fare? Comare So tutto io pensò che avrebbe dovuto dire qualcosa, in fondo era il capo del piccolo branco e pescando frasi fatte di saggezza si sentì di incoraggiare le altre due rassicurandole sul fatto che la divina provvidenza è sempre pronta a dare una mano alle creature meravigliose come loro e sapete una cosa? Aveva proprio ragione.

9828062-casa-di-cartone-animato-con-tetto-rosso-e-balcone--Archivio-Fotografico.jpgDi fronte alla casa della Sig.a Nara si ergeva una bella villetta bifamigliare disposta su due piani. Il balcone della Sig.a Esterina era posizionato giusto giusto pochi metri sotto il tetto della casa scelta dalle tre cornachie come dimora temporanea e solitamente ospitava un bel vaso di gerani, ma oggi no. Al posto del solito vaso in terracotta si trovava infatti un anomalo piatto con un non meglio specificato involucro di carta stagnola, rigongfietto e all’apparenza morbido e fu proprio la luce del sole che si rifletteva sulla carta argentata che richiamò l’attenzione di Comare So tutto io.

steak-with-vegetables_59170069.jpgLa carne era buonissima, mai avevano gustato un così delicato pranzetto e senza far fatica poi! Le tre cornacchie divennero delle vere fan della Signora Esterina e per ringraziarla, a modo loro, del regalo inaspettato ricominciarono a cantare, si legga pure gracchiare, per tutto il pomeriggio. Potete bene immaginare la disperazione degli altri volatili e animali della zona, ma dato che il canto era continuo ed incessante attirò l’attenzione anche della Signora Esterina che accortasi della dipartita della carne e ricostruendo con dovizia di particolari l’accaduto, rimase di fatto a bocca aperta. La donna basita comunicò il tutto al resto della famiglia che si scompisciò dalle risate, ma nessuno poteva immaginare cosa sarebbe accaduto di lì a poco.

Finalmente verso sera le tre Comari si ritirarono negli alloggi notturni e smisero di rompere i timpani al quartiere permettendo, ai pochi non svenuti nel frattempo, di addormentarsi disperati. Il punto è cari ragazzi che la mattina seguente le tre piumate si riposizionarono sul cornicione del tetto della Signora Nara puntando direttamente alla finestra della dirimpettaia con i cuori colmi di speranza e appetitoso languore. La signora Esterina, dal canto suo, non aveva alcuna intenzione di sfamare le nere bestiole e quando aprì la finestra della cucina e se le trovò di fronte ebbe un sussulto, le fissò e le redarguiì. Le tre erano convinte che lei le stesse ringraziando per i loro canti, da qui ricominciò una lagna infinita. La poverina richiuse la finestra sperando che vista la mal parata le tre avrebbero deciso di abbandonare la postazione, ma non fu così. Per tutta la giornata mantenerono le posizioni come le soldatesse più agguerrite, non fecere nemmeno i turni e quel che è peggio, almeno per le bestiole del circondario, è che continuarono a cantare convinte di perorare la loro causa e inneggiare alla loro eroina che ogni tanto controllava la presenza delle cornacchie e cercava di capire come avrebbe potuto liberarsene per sempre.

Dal momento che sul balcone non apparve più nulla le tre ebbero una pensata geniale, sempre a lor dire, se un semplice coro a tre aveva portato la Signora Esterina a deliziarle con un pacchetto di bistecche, cosa avrebbe potuto un canto corale di un intero squadrone di cornacchie? Decise a raccogliere ugole, le tre partirono per andare a chiamare le amiche sparse per il quartiere sui vari tetti e pali della luce. La Signora Esterina, ignara del piano diabolico in atto, si affacciò l’indomani e vide che le tre erano sparite con sua somma gioia e incauta felicità.

Quello che avvenne a seguire fa parte di un’altra storia che si intitola “La regina Comare So tutto io e il festival della canzone”, cercatelo ragazzi è davvero divertente!.

Lo scrub ci aiuta

scrub-ecco-come-fare-1024x683.jpgLa pelle è un organo ed è la parte più esterna quindi esposta del nostro corpo che protegge e ricopre i tessuti sottostanti. Spesso lo dimentichiamo, ne sono certa.

Dobbiamo imparare a prendercene cura perchè bastano pochi gesti per avere un’insieme di benefici che fanno da trainante per altri e soprattutto ci occupiamo della nostra salute.

Lo scrub è un elemento fondamentale perchè svolge diverse funzioni che troppo spesso prendiamo sottogamba:

  1. esistono diversi tipi di scrub, più delicati e un pochino più “energici” adatti ai divesi tipi di pelle
  2. lo scrub è una sostanza che permette di eliminare le scorie morte della superficie della pelle che soffocano e non fanno respirare gli strati nuovi, libera così le ghiandole impedendo la formazione di punti neri ed inestetismi
  3. l’azione dello scrub contribuisce a rendere la pelle più lumosa e a mantenere più a lungo l’abbronzatura (se mi abbronzo ma la pelle è piena di scorie “morte” mi “spellerò” più in fretta)
  4. lo scrub è economico e la modalità di impiego è facilissima: basta massaggiare delicatamente la parte del proprio corpo e seguire le indicazioni del singolo prodotto riportate nella confezione
  5. lo scrub è più efficace del gommage e usando un prodotto delicato non vado ad irritare la cute.

Esistono comode monodosi in commercio per quando si parte per un week end al mare o in montagna, allora non abbiamo più scuse, ricordiamoci di utilizzarlo anche una volta alla settimana e i risultati ci stupiranno!

 

H&M new guest star

la-collezione-lost-in-la-di-hm.jpgCome ogni anno in questo periodo il colosso svedese H&M da mandato ad un noto stilista di livello mondiale di elaborare una capsule collection da proporre nei propri megastore dal mese di novembre a noi comuni mortali.

L’iniziativa ha da subito riscosso un grande successo e ha annoverato tra gli artisti della moda che hanno collaborato dei veri e propri miti del fashion come Lanvin, Maison Margiela, Marni, Alexander Wang, Versace e Balmain.

L’occasione è ghiotta per accaparrarsi un capo firmato che altrimenti sarebbe veramente costoso e forse irraggiungibile per molti di noi.

Non ci resta che aspettare e provare ad indovbinare a chi toccherà quest’anno…Valentino? Chanel? Moschino? Giambettista Valli o chi?