Il calcio che passione!

Silvia è una bella bambina di 9 anni, è sempre allegra e ottimista e in movimento perché non riesce proprio a stare ferma, ama gli sport e il suo preferito è il calcio. I compagni di classe la considerano un maschiaccio e le compagne un punto di riferimento per la sua spigliatezza e allegria.

Nel corso dell’intervallo a scuola ricopre il ruolo di attaccante mentre gioca con i compagni di classe, ma se manca la difesa non si tira di certo indietro e va fiera a ricoprire anche quel ruolo. Fa parte del gruppo e tutti sanno che ha i numeri per diventare qualcuno.

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Il sogno di Silvia è giocare in una squadra di professionisti e così ha chiesto alla sua mamma di accompagnarla a fare qualche provino, infatti l’indomani le due sono partite per cercare la squadra di calcio giusta per Silvia. Che emozione preparare il borsone e indossare le scarpette per dimostrare la propria passione e via di corsa lungo il campo da gioco. A bordo campo ci sono tante ragazzine che condividono la passione di Silvia e mentre lei fa il suo provino sbirciano incuriosite per capire se la nuova arrivata può essere parte della loro squadra. Silvia lo sa, sente i loro sguardi su di sé e fiera parte alla rincorsa del pallone, scarta, dribbla, corre e fa gol.

La mamma sorride, poco importa cosa succederà poi, quella è una bella giornata perché vede sua figlia felice e sa che sta vivendo la sua opportunità. L’allenatore fa cenni di approvazione, la bimba è in gamba e non solo le offrirà la possibilità di entrare in squadra ma vede già in lei il capitano della squadra, la trascinatrice che potrebbe portare le compagne alla vittoria.

images (12).jpgAl termine del provino si torna a casa. Silvia in auto canta e sorride, è felice.

L’indomani c’è scuola si devono controllare i compiti e finire ciò che è stato lasciato in sospeso, poi di corsa a nanna.

Sono trascorsi diversi mesi dal giorno del provino, Silvia fa parte della squadra e guida le compagne con decisione e convinzione, si impegna negli allenamenti e non perde un appuntamento con il campionato. La scuola va bene e i suoi compagni fanno il tifo per lei.

Tutto filava liscio come l’olio, un giorno però il papà di Silvia è tornato dal lavoro e ha comunicato a tutta la famiglia che c’erano importanti novità, una bella promozione in vista con un trasferimento in una città lontana: Shanghai. In famiglia è seguito un po’ di trambusto, Riccardo, il fratello maggiore di Silvia, era contento per la possibilità di conoscere un posto tanto lontano, ma dispiaciuto all’idea di allontanarsi dai suoi amici. La mamma di Silvia era eccitata, ma anche spaventata mentre Silvia era assolutamente triste, sconsolata e arrabbiata. Un trasferimento???? Ma che senso aveva? Perché? Mollare tutto e tutti e partire, non era certo una bella cosa e lei non voleva proprio lasciare la scuola, la sua casa, ma soprattutto non voleva lasciare la sua squadra.

flybillet.jpegPurtroppo non si poteva scegliere, in meno di un mese tutto fu organizzato. Silvia dovette comunicare la notizia alla squadra e nello sgomento generale si apprestò a partire.

Shanghai si trova in Cina, un continente lontano dall’Italia con usi e costumi diversi. Inizialmente non è stato facile, lo sconforto era alle stelle e la delusione di Silvia la rendeva così triste che alla sua mamma si spezzava il cuore tutte le volte che la guardava. Un giorno però il papà tornò a casa dal nuovo ufficio con una busta arancione, all’interno un invito per la giornata della famiglia degli espatriati. L’azienda del papà organizzava periodicamente eventi e giornate dedicate per permettere ai suoi dipendenti di fraternizzare con i colleghi esteri e creare una sorta di comunità. Una volta giunti in loco Silvia ebbe una grande sorpresa, nell’area scelta per condividere la giornata c’era un grande campo di calcio e alcune squadre stavano affrontando un torneo. Silvia corse a dare un’occhiata provando curiosità, gioia e tristezza allo stesso tempo. Ad un tratto le si avvicinò un signore in tuta, si presentò e le spiegò che era un collega del padre, che sapeva della sua passione e bravura per il calcio e che voleva offrirle l’opportunità di entrare in squadra nel ruolo di attaccante. Silvia era perplessa, tanti cambiamenti in un periodo così breve non era facile e le emozioni erano così contrastanti in lei che dovette pensarci su un po’. Mentre addentava un panino a bordo campo le si avvicinò una bimba che più o meno aveva la sua età e con un gran sorriso le raccontò che da tempo la stavano aspettando, la squadra annoverava diversi giocatori ma nonostante gli sforzi non riuscivano a vincere. I maschietti erano forti ma non erano coordinati e le bambine facevano fatica ad inserirsi, avevano bisogno di aiuto e speravano che la bambina proveniente dal paese lontano potesse dar loro una mano. La sincerità di quella bimba e l’entusiasmo risvegliarono in Silvia la voglia di vincere e di buttarsi anima e corpo in una nuova avventura. Così fu.

Silvia entrò nella squadra, trascinò con bravura ed entusiasmo le altre bambine conquistando rispetto e fiducia dei maschietti, l’allenatore iscrisse la squadra a diversi tornei e collezionò tante vittorie. Trascorso un anno e mezzo la famiglia di Silvia dovette rientrare nel paese natio dato che l’esperienza lavorativa del papà all’estero si era conclusa, ma Silvia era felice. Aveva imparato tanto e ora poteva usare la sua esperienza e metterla a disposizione delle sue vecchie compagne di squadra che furono felicissime di riaccoglierla, mentre i compagni cinesi avevano trovato un’amica ed erano riusciti a diventare una squadra più forte nel frattempo.

Volete sapere cosa successo negli anni a venire?

Ok vi accontenterò. Silvia è cresciuta, è diventata una bella ragazza ed è riuscita ad affermarsi nel mondo calcistico, ha avuto successo e ha vinto tanti tornei, un giorno si è innamorata, si è sposata e ha avuto due gemelle che ore giocano a calcio e sono bravissime…e indovinate chi le accompagna agli allenamenti e da loro tanti utili consigli…?

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