L’Orsetto, il miele e il piccolo drago

tinyfang

Nel bosco del tempo perduto proprio dietro la vallata del vento corto si trova una piccola tana circondata da cespugli verdi rallegrati da more e lamponi. Lì intorno si altenanto viole ciocche e cicalmini e verso settembre fanno la loro apparizione anche alcuni funghetti di nome finferli. La piccola tana è abitata da un orsetto di nome Totò che nel tempo ha fatto amicizia con gli altri animaletti del bosco, daini, marmotte, scoiattoli, opossum e persino con un lupacchiotto dal pelo bianco bianco come la neve.

Alle simpatiche pallotte di pelo piace tanto giocare, rotolarsi nell’erba del prato e tuffarsi nei cespugli variopinti che si trovano lì intorno e dopo tanta attivià è inevitabile che venga loro una gran fame. Ognuno ha la sua merenda preferito, chi bacche, chi vermicelli, chi noci, ma cosa c’è di meglio che una scorpacciata di miele sopraffino? Totò è un orsetto davvero goloso, è anche un vero intenditore perchè dopo averne assaggiati tanti e diversi è riuscito a scovare il miele che, a suo dire, farebbe venire l’acquolina in bocca anche ad un pesce. Beh l’idea è un pò strana, è risaputo che ai pesci non piace il miele, se ne è forse mai visto uno gustarsi il miele attingendolo da qualche barattolino o alveare? E’ pur vero che Totò ha pensato bene di unire le sue passioni, la caccia al salmone, pesce per lui delizioso e di rara bontà, e la caccia all’alveare delle api brisèè che producono il suo miele preferito, impreziosito da note aromatiche di petali di rose e viole e legno ambrato. Nessuno tra i suoi amichetti ha pensato di spiegare a Totò che i pesci non amano il miele, ma questo poco importa, ciò che sorprende è quanto è accaduto un giorno mentre Totò aspettava buono e tranquillo sotto l’albero dove era appeso l’alverare dei suoi sogni. Se ne stava lì contento e felice e pregustava quella bontà, le sue amiche apine infatti gli avevano spiegato che avevano quasi terminato la produzione della giornata, quella era un’annata speciale dato che il miele prodotto migliorava di giorno in giorno. Totò fremeva di entusiasmo ed era talmente concentrato che non si accorse della coda verde a scaglie violetta che usciva da una siepe. Ad un certo punto però non potè più ignorarla perchè la siepe cominciò ad avvicinarsi e nel centro si potevano intravedere due occhioni grandi grandi che lo fissavano con indubbia curiosità. La siepe parlò e rivolta a Totò disse: “ciao, io sono Eliot, vengo da un paese lontano e vorrei trovare un amico”.

Totò osservò la siepe e si chiese come fosse possibile che una siepe parlasse e soprattutto volesse degli amici, così un pò stupito e sicuramente perplesso rispose: “ sei una strana siepe, ma per me va bene. Possiamo essere amici, mi chiamo Totò”. Eliot a quel punto sgranò maggiormente i suoi occhioni verdi e rispose a Totò che lui di fatto non era una siepe ma un piccolo drago che veniva dal nord. Gli spiegò anche che era l’ultimo di una lunga generazione e che era stanco di viaggiare e nascondersi, era convinto di trovarsi in un bellissimo posto e avrebbe tanto desiderato fermarsi lì. Preso coraggio, anche grazie a Totò che non sembrava spaventato da quell’incontro, finalmente Eliot uscì dalla siepe. Era veramente un draghetto carino, scaglie verdi e di color violetto si alternavano a riflessi arancioni, in fondo alla coda aveva anche qualche macchiolina rossa e dietro l’orecchio sinistro una buffa voglia a forma di cuore, infine le sue ali erano color miele e quando le muoveva produceva una leggera brezza che avvolgeva tutto quello che era lì intorno.

L’orsetto Totò e il draghetto Eliot fecero subito amicizia e scoprirono un segreto importante, entrambi adoravano il miele, erano capaci di sentirne il profumo a distanza e sapevano riconoscere le produzioni migliori, allora decisero di buon grado e da buoni amici di dividersi la colazione loro regalata dalle api brisèè, le quali erano ben orgogliose di aver trovato anche nel draghetto un sincero estimatore del loro operato.

Totò aiutò Eliot a costruirsi una piccola tana vicina alla sua, gli presentò gli amici del bosco e tutti insieme cominciarono a giocare allegramente inventandosi ogni giorno qualche nuova avventura, ma al momento della merenda i due amici non dimenticavano mai di correre sotto i loro alveari preferiti per fare grandi scorpacciate di nettare brisèè.

Se mamma e papà ti propongono una gita nei boschi non esitare, magari sarai fortunato e potrai sentire l’allegra banda giocare, magari riuscirai anche a vederli, quel che è certo è che se saprai ascoltare sentirai le apine brisè volare.

 

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...