La Goccia di Rugiada

petalo-e-acqua

La pioggia solitamente è grigia, noiosetta e ripetitiva. Può essere divertente a volte vedere tanti ombrelli colorati, ma dopo un po’ ci si stufa anche di quelli e si vorrebbe che tornasse il sole.

La stagione era quella di Pasqua e si sa che il tempo è ballerino, a volte il cielo è blu e il sole brilla, altre volte tutto grigio le nuvole la fanno da padrone. La mattina del 3 aprile di un anno che non so una piccola goccia di rugiada scese piano piano fino ad appoggiarsi sopra la foglia di un’ortensia e lì rimase. Il sole era nascosto dietro una nuvola e si era intestardito a fermarsi lì. La piccola goccia si sistemò ben bene sulla foglia e lì stette. La foglia dell’ortensia le era grata in fondo dato che quella mattina aveva sofferto un po’ il caldo e quel piccolo refrigerio che lei le portava era davvero benvoluto.

Il sole che da dietro la nuvola vide la scena si incupì. Lui era il re del cielo, tutti lo desideravano e lo acclamavano, lui adorava fare i capricci ed era ben contento di apparire e sparire senza preavvisi. Ogni tanto non resisteva proprio all’idea di scappare per un po’e costringere tutti a coprirsi con cappotti, giubbini o anche ombrelli. Provava veramente una sensazione di potere ed era orgoglioso quando riappariva nel cielo dopo pioggia, vento e nebbia. Quasi nessuno era felice a causa di quei tre, mentre lui era il protagonista assoluto e quindi, pensava, aveva il diritto di fare scherzetti e farsi desiderare come una star. Quella gocciolina però era un po’ troppo tranquilla, secondo re sole, possibile che non si rendesse conto, a suo dire, che una volta che si fosse deciso ad uscire si sarebbe dissolta come neve al sole, per l’appunto! Allora attraverso la nuvola la osservò per un po’.

La goccia di rugiada intanto aveva compreso che le foglie dell’ortensia erano felici di ospitarla e per dare un po’ di refrigerio a tutte si spostava con delicatezza e leggiadria dall’una all’altra, agevolata dalle foglie stesse che ondeggiavano a formare quasi dei piccoli scalini. Re sole era sempre più perplesso. L’ortensia dal canto suo ringraziò la goccia di rugiada e la lodò per quanto si stesse dimostrando altruista e benevola. A quel punto re sole non si trattenne più e da dietro la nuvola chiamò la goccia e le manifestò il suo disappunto. Le chiese se ella comprendesse che la sua vita dipendeva da lui e che non appena avesse deciso di far capolino da dietro la nuvola, che intanto cominciava a scocciarsi di ospitare una tale presuntuoso, lei si sarebbe dissolta. La goccia nel sentire quelle parole lo guardò e con un mite sorrise gli rispose: “io sono felice di dar sollievo alla mia amica ortensia, le sue foglie avevano bisogno di me e sono stata utile. So bene che presto mi dissolverò ma non scomparirò del tutto, diventerò parte di questo magnifico fiore e potrò godere della luce, del vento, della pioggia, anche di te. Sentirò le risate dei bambini e continuerò a vivere in ciò che resterà.”. Il sole non si aspettava una simile risposta e per la prima volta in vita sua rimase stupito. Decise di allontanarsi per un po’.

La goccia di rugiada rimase sulle foglie dell’ortensia e dato che la temperatura non salì, continuò a permeare il fiore con gentilezza.

Poco tempo dopo re sole uscì, invocato e osannato come sempre, tuttavia non era del suo solito buon umore. Raggio dopo raggio si avvicinò all’ortensia, ma non vide più la goccia di rugiada. L’ortensia, che non si era persa nulla di ciò che era accaduto e aveva sentito il dialogo tra la goccia e il sole, lo guardò e gli disse: ”ciao amico sole, forse cerchi qualcuno?” Il sole rimase in silenzio, poi rispose che era incuriosito e voleva sapere che fine avesse fatto la goccia di rugiada. Allora l’ortensia gli spiegò che la goccia era penetrata nelle sue foglie e ora viveva in lei nella sua linfa vitale, gli spiegò anche che a breve sarebbe venuto un giardiniere a curarla per renderla più bella e nutrita perché lei apparteneva ad un giardino che si trovava in un parco dove si ergeva un palazzo importante, lì, tanti anni prima, aveva vissuto un signore che aveva scritto la storia di un burattino che aveva poi fatto il giro del mondo e reso felici tantissimi bambini accompagnandoli anche nei sogni della buonanotte.

Re sole non parlò, negli attimi di silenzio che seguirono finalmente capì che anche quella piccola goccia di rugiada aveva svolto un compito importante e che in fondo tutti loro erano legati nel cerchio della vita. Da quel giorno re sole cambiò e i suoi raggi oltre che caldi e brillanti divennero anche dolcissimi.

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